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ZINGARO
LOUNGTA
LES CHEVAUX DE VENT
co-realizzazione Romaeuropa Festival 2005 e Fiesta
dal 30 settembre al 19 ottobre 2005
Villaggio Zingaro - Ippodromo Tor di Valle
Via del Mare km. 9,300 – Roma
martedì, mercoledì, venersì e sabato ore 20.30, domenica ore 18
durata: 1h 45’
15 spettacoli, ognuno con 1200 spettatori previsti
Torna a Romaeuropa Festival il carisma di Bartabas e la sua multicolore carovana di artisti Zingaro. Con Loungta, les chevaux de vent, loro ultima monumentale opera equestre, concludono a Roma (Ippodromo di Tor di Valle dal 30 settembre al 19 ottobre 2005) una tournée che li ha portati per tre anni in giro per il mondo.
Fondata nel 1984 da Bartabas, la compagnia Zingaro (già proposta da Romaeuropa a Villa Borghese nel 1990) ha forgiato una forma di spettacolo del tutto nuova, dove è protagonista il cavallo. Body performance, musica e filosofia si fondono e danno vita a un mondo suggestivo e fiabesco.
Dopo la Corea di Éclipse e il Rajasthan di Chimère, l’ultima creazione di Bartabas prosegue il suo viaggio artistico attraverso l’Oriente catturando le atmosfere rarefatte del Tibet. Il ritmo del nuovo spettacolo, Loungta, les chevaux de vent, è cadenzato secondo i cerimoniali del buddismo: accompagnato dai suoni e dalla musica tibetani, il genio di Bartabas entra nel misterioso ed esoterico universo del Tibet a cavallo di venticinque destrieri e, in compagnia di creature incantate, restituisce le suggestive immagini del “Tetto del mondo”.
Forza e generosità di un popolo mistico ed avventuroso sono restituite anche grazie a dieci monaci provenienti dal collegio tantrico di Gyuto, che intonano le proprie musiche liturgiche. Con loro Bartabas ha costruito lo scenario sonoro e spirituale dello spettacolo: il loro canto, voix de buffles, dà vita ad un rituale magico che resuscita antichi miti e affascinanti demoni a cavallo, lanciati in acrobazie che sfidano la forza di gravità.
Il soffio del Tibet, con i suoi ritmi, le sue danze, le maschere, i simboli, i canti, avvolge la scena con immagini ora lievi, ora oniriche e meditative, morbide visioni impreviste, sfilate ultraterrene, che hanno il potere di portare alla luce anche l’invisibile.
E una carrellata di cavalcate sfrenate è l’apoteosi di uno spettacolo intenso e ricco di emozioni che affascina e rapisce il pubblico in ogni istante.
Partner TV ufficiale: Cult Network, il canale culturale della TV satellitare, visibile su SKY – ch. 142
LOUNGTA
LES CHEVAUX DE VENT
ideazione, scenografia e regia
Bartabas
con
cavalieri
Bartabas, Manuel Bigarnet, Ketile Dubus, Abderrahman El Bahjaoui, Michaël Gilbert, Benjamin Grain, Solenn Heinrich, Elodie Mathieu, Etienne Régnier, Sébastien Desenne, Messaoud Zeggane
danzatori-musicisti
Fabrice Andriamilantonirinason, Abdouel Karimou, Tenzin Gönpo (cantore-musicista tibetano)
monaci del Monastero di Gyuto
Thupten Yeshi, Lobsang Dargey, Tenzin Penpa, Lobsang Tenzin, Kesang Thinly, Jamba Tsering, Tsering Wangchuk, Lobsang Dorjee, Sonam Palgye, Ngawang Tsondue
cavalli
Apollon, Ares, Ascleptos, Chronos, Coppi, Darri, Demeter, Dionysos, Eros, Flash Okie Reina, Hades, Hephaistos, Hera, Hermès, Heza Great Royal Kid, Horizonte, Kid Label, King Black Solano, Le Caravage, Lobéro, Pan, Pantruche, Poseidon, Priape, Zanzibar, Zeus, et l’âne Narthex
scuderie
curatori dei cavalli Fabrice Amar, Emilie Blandin, Anne-Laure Clusaz, Nicolas Gardet
tecnica
direttore tecnico Hervé Vincent
direzione suono Cyril Nesci
creazione e regia luci Loïc Merrien
direzione luci David Frenehard
direzione scena Etienne Gasson, Gilles Clabaut, Edouard Lejeune
direzione video Franck Bonnot, Francis Fouchier
direzione intensità elettrica Thierry Brillaut
costumi (cavalieri e cavalli)
creazione e realizzazione Marie-Laurence Schakmundès
assistita da Eve Leroux, Elisabeth Cerqueira, Evelyne Mettot, François Siméon
realizzazione costumi cavalli Yannick Laisné, Alain de Raucourt
creazione e realizzazione maschere Ehrard Stiefel con Dominique Contesso
assistiti da Aydé Rouvière et Sigfrido Rivera
cappelli e accessori Gérard Viard
trucco e acconciature Caroline Roy-Gönpo
acconciatore Yannick Laisne
scene
pittura cupola e scene Didier Martin e Laurence Durlot, Anne Garcia, Valia Sanz
costruzione cupola Etablissements GERRIETS-E.Bader
motorizzazione Etablissements CEMS-M.Guérin
installazioni video HMS-P.Bouchet, R.S.Automation-X.Blanadet
montaggio dei film Benoît Bezon Saule
ringraziamenti all’Aquarium de la Rochelle
assistente alla regia Anne Perron
amministrazione
direttore generale Jean Parthenay
responsabile contabile Marc Batailley
assistente di Bartabas Patricia Lopez
segreteria Emmanuelle Malaurie, Mahaut Wagner
addetto stampa Nathalie Gasser
produzione
Théâtre Equestre Zingaro in coproduzione con
Le Théâtre de Namur -ADAC, Le Cargo/Maison de la culture de Grenoble, Lille 2004/Capitale Européenne de la culture, La Coursive - scène nationale de La Rochelle.
Con il contributo del Ministero della Cultura e della Comunicazione Francese (DMDTS), del Consiglio Generale di Seine-Saint-Denis e della città di Aubervilliers.
Si ringrazia il Servizio Culturale dell’Ambasciata di Francia a Delhi, Tashi Phuntsok, Wangpo Bashi e Ringchen Phuntsok – ufficio del Tibet (Parigi), la rappresentanza di Sua Santità il Dalaï-Lama
co-realizzazione a Roma
Romaeuropa Festival 2005 e Fiesta
partner
partner ufficiale Lottomatica
con il sostegno di Cult, Club La Repubblica, Ippodromi&Città, Dexia
Romaeuropa Festival 2005 (iniziativa della Fondazione Romaeuropa Arte e Cultura) è sostenuto da Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Generale per lo Spettacolo dal Vivo, Comune di Roma – Assessorato alle Politiche Culturali (Dipartimento Cultura Sport Toponomastica Ufficio Spettacolo), Regione Lazio – Assessorato alla Cultura, Spettacolo, Sport e Turismo, Provincia di Roma, Ambasciata di Francia in Italia – BCLA
ZINGARO
LOUNGTA
LES CHEVAUX DE VENT
scheda dello spettacolo
Il teatro di Zingaro è prima di tutto la magia di un luogo: magia che pervade i sensi dello spettatore, chiamato a percorrere una sorta di viaggio fuori dal tempo.
Anche Loungta si svolge all’interno di un ampio tendone, dove il pubblico entra nella semioscurità percependo però nella penombra forme in movimento. L’aria è satura d’incenso. Due gruppi di monaci buddisti, raccolti sulle gradinate, emettono le cosiddette voix de buffles con la tecnica del canto difonico che permette di esprimere simultaneamente due suoni distinti.
Al centro della pista, ricoperta di terra color ocra, un emisfero trasparente (quasi la metà di un mappamondo che sembra contenere il cielo, la terra, il corso del tempo) gira intorno ad un asse invisibile lasciando intravedere un gruppo di cavalli bianchi. Un cavaliere solitario, con passo solenne, si muove attorno...
È solo l’inizio di Loungta, les chevaux de vent, ottava avventura della compagnia Zingaro, ma lo spettatore è già conquistato dai canti, dall’atmosfera, dalle luci, e dall’incontro continuamente rinnovato tra uomo e animale.
Lo spettacolo evoca la nascita, la morte e la reincarnazione secondo il Bardo Todol, il libro dei morti tibetano, al suono degli straordinari monaci cantori di Gyuto, allontanati dalla loro terra ma garanti delle tradizioni. I loro suggestivi strumenti aprono le porte al sogno, mentre i corpi agili dei cavalieri danzano sui cavalli. E così, in una successione di magnifici tableaux, si incrociano sciamani in trance, scheletri al galoppo, creature mascherate e una cavallerizza seguita da un corteo di oche, liberando nel finale una cavalcata sfrenata che è il più intenso omaggio che Bartabas potesse rendere al Tibet.
Come in tutti gli spettacoli di Bartabas, la musica ha un ruolo fondamentale ed è il vero centro di gravità dello spettacolo: una vibrazione profonda che conduce alla meditazione coinvolgendo il pubblico, i cavalli, e di ritorno i monaci. Così si compie l’incanto: uomo e animale, spirito e corpo, sacro e profano, oriente e occidente infine si fondono.
Loungta
les chevaux de vent
tournée 2003-2005
MOSCA
AVIGNONE
AUBERVILLIERS
GRENOBLE
NAMOUR
RENNES
LA ROCHELLE
BARCELLONA
NANCY
LILLE
LUNÉVILLE
AUBERVILLERS
TOKYO
AVENCHES
ROMA
BARTABAS
biografia
di Jérôme Garcin
I grandi artisti non hanno una biografia.
La loro vita è la loro opera, nient’altro. Come potrebbero addossarsi uno stato civile, loro che sono all’estremità di questo mondo e non appartengono mai alla loro epoca? La loro eredità giunge dai secoli passati; quello che hanno creato appartiene già al futuro. Li abbiamo come in prestito, approfittiamone, perché è chiaro che dovremo restituirli.
Chi è Bartabas? L’ho conosciuto tempo fa e lo ammiro da anni, ma non so ancora chi sia. Così poco uomo, così tanto cavallo. Nel suo modo di parlare, come scrollandosi le parole di dosso, di guardare con le orecchie, di far tacere gli importuni, di cercare senza tregua di fuggire. Ha 46 anni? No, è un contemporaneo di Baucher, un amico di Franconi, il figlio naturale di Pina Bausch e di Oliveira, un vecchio saggio, un ragazzino insolente, un elfo.
Qualcuno pensa che sia nato nella region parisienne. Ne dubito. Nel suo sangue nomade c’è un po’ di Rajasthan, un po’ di Georgia, un po’ di Corea, un po’ di Africa, un po’ del Kalaripayatt – oggi vive sì a Aubervilliers, ma in una roulotte che non chiede altro che di essere spostata.
Bartabas, pellegrino e gitano, scudiero di Versailles, sciamano della Siberia, Moliére salito in sella, capo di un circo, di una truppa, di scuderie, che non finisce mai di comandare, a margine del mondo reale, l’armata pacifica dei sogni.
Se proprio vogliamo una biografia, eccola: Théâtre Emporté è stata la sua adolescenza e la sua utopia. Cirque Aligre la sua giovinezza provocatoria, piena di rabbia animale. Zingaro l’ingresso nell’età adulta, la sacralità del centauro in una cattedrale di legno chiaro. Opéra Equestre, Chimère, Eclipse e Tryptik: arte pura, nuova e totale, dove entrano insieme, e per la prima volta nella storia, teatro equestre, danza, musiche del mondo, silenzio, poesia, gioco, scultura vivente, erotismo, mistica, emozioni universali. E anche al cinema, Bartabas infrange le leggi accademiche: Mazeppa è pittura a olio e a sangue, Chamane un elogio della fuga senza ritorno. Infine Versailles, dove Bartabas, nel mezzo della sua vita, si riconcilia con il passato, ritrova Couperin senza rinnegare Boulez, scalpita nel Maneggio Reale senza tradire lo spirito delle rivoluzioni, rende omaggio ai maestri di un tempo per formare le generazioni di domani.
In Francia, antica terra di creazione divenuta nazione di imitatori c’è, fortunatamente, Bartabas. Ha inventato qualcosa che non esisteva, crea con le sue mani una bellezza effimera, non assomiglia a nessun altro, salvo che a se stesso e resta un enigma, che solo i cavalli sanno svelare…ma loro non parlano, se non agli dei.
BARTABAS / ZINGARO
la storia
1976
Bartabas fonda il Théâtre Emporté, con cui mette in scena L’Alchimiste (rappresentato nel 1977 al Festival Off di Avignone)
1978
La Foire aux Patrons. Prima tournée internazionale
1979
Con il Cirque Aligre, di cui è co-fondatore, partecipa al Festival Off di Avignone, e parte per una lunga tournée tra Francia, Spagna, Svezia, Norvegia, Germania e Belgio
1984
Bartabas mette insieme il Théâtre Equestre Zingaro con cui allestisce otto creazioni che raggiungono le più prestigiose platee internazionali in tournée triennali
1984 - 1987
Cabaret Equestre I
1987 - 1989
Cabaret Equestre II
1989 - 1990
Cabaret Equestre III
In tre tappe Bartabas crea un'atmosfera piena di fantasia e di poesia, impregnata dalle musiche ungheresi e tzigane
1989
La compagnia si installa ad Aubervilliers
1991 - 1993
Opéra équestre
In forma di sfida rituale, due tribù di cavalieri e cantori (una di influenza berbera e una caucasica) si incontrano, si confrontano e si scontrano attraverso differenze e similitudini
1994 - 1996
Chimère
Zingaro ripercorre il tempo, guidato dai cavalli attraverso le pianure desertiche del Thar, alla ricerca delle origini del popolo nomade
1997 - 1999
Eclipse
La scoperta della Corea e delle sue musiche, la magia del nero e del bianco, la comunione di danzatori e cavalieri. I colori sono stati banditi, nero e bianco di rigore, giochi di luce e d'ombra orchestrati dai particolarissimi canti coreani
2000 - 2002
Triptyk
La danza di cavalli e cavalieri costruita su Le sacre du printemps e La symphonie des psaumes di Igor Stravinskij, e Dialogue de l'ombre Double di Pierre Boulez
2003 - 2005
Loungta, les chevaux de vent
A Mosca inizia la lunga tournée internazionale dell’ottava creazione di Zingaro che, dopo numerose tappe, arriverà nell’autunno 2005 a Roma, ospite del Romaeuropa Festival
Accanto alla produzione teatrale, sono da ricordare i film:
1992
Mazeppa
E’ la storia di una passione che lega due uomini ai cavalli. Uno li vuole ritrarre in movimento: è Théodore Géricault, famoso artista del XIX secolo. L'altro è orgoglioso di dominarli totalmente: è Franconi, scudiero che guida un gruppo ambulante di cavallieri, che lo chiamano maestro
1995
Chamane
Evasi a cavallo da un goulag, Dimitri, un tempo violinista a Mosca, e un vecchio sciamano fuggono nella taiga. Prima di morire lo sciamano rivela al suo compagno che gli spiriti lo circondano e che lo accompagneranno nelle sue avventure e nei sui incontri in questa immensità sperduta, dove nessun uomo può sopravvivere solo
Tra il 1993 e il 2001 anche gli spettacoli Opéra Equestre, Chimère, Eclipse e Triptyk diventano film
Dal febbraio 2003 Bartabas è alla guida dell’Académie du Spectacle Equestre, da lui creata, presso la Grande Scuderia del Castello di Versailles.
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