Esuberante, sanguigno, passionale, intelligente, mai banale.
Una vita vissuta ad alta velocità fra giornalismo e sport: bastano poche parole per ricordare Beppe Berti, maestro per tanti, amico per molti di più.
La Formula Uno, il calcio, ogni disciplina degna di essere raccontata sulla carta stampata oppure in televisione: questa è stata la vita professionale di Beppe Berti che la fetta più grossa della sua vita e della sua carriera l’ha però regalata all’ippica italiana, al trotto (da sempre più amato del galoppo), ma soprattutto all’ippodromo di Tor di Valle.
E quando negli ultimi anni la salute ha messo a dura prova la sua infinita voglia di vivere, Beppe ha cercato comunque di essere sempre presente nel nostro ippodromo, per godere dello spettacolo del le corse, per azzeccare una scommessa o, più semplicemente, per salutare gli amici veri, per vedere i volti a lui più cari e familiari, quelli indispensabili per trovare le energie per combattere ogni avversità.
La sua visita al nostro ufficio prima del convegno di corse per avere una notizia, per alimentare la sua inesauribile voglia di informarsi era tanto gradita quanto certa. Un mese fa queste visite sono terminate, ci arrivava ugualmente la telefonata con le consuete, preziose raccomandazioni per chi – pur essendo molto più giovane – aveva con lui una conoscenza decennale, un rapporto stupendo, ancora mille cose da imparare, infiniti segreti a cui attingere.
Ciao Beppe, il tuo programma con segnati i cavalli giusti ci sarà ancora ogni giorno in cui si correrà a Tor di Valle perché da lassù è sicuro che ci guarderai con lo stesso sguardo intelligente e la stessa vivacità che tante volte abbiamo condiviso con infinito piacere.
Valerio Giubilo