2008
Felix
Policastro


esposito2
 

2007
Lello
Esposito


esposito
 

2006
Ernesto
Tatafiore


 

 
2006
Riccardo
Dalisi


tatafiore
 

2006
Raffaele
Nastro


nastro
 

2005
Gaetano
Di Riso

 

2004
Dino
Izzo


 

2003
Mathelda Balatresi

 

2002
Carla
Viparelli


 
 
L’idea che si è fatta Felix Policastro della monumentalità del cavallo, ha portato a rappresentarlo senza coda, lo ha quasi umanizzato, ponendolo in una posizione privilegiata, veramente nobile.
L’opera, dal titolo “Cavallo senza coda”, è stata realizzata con materiali plastici: la vetroresina e il poliuretano, la finitura è in lamine d’argento, per una dimensione che raggiunge i 300 centimetri di altezza. Quest’opera, proposta dal museo della plastica Plart, arricchirà lo spazio del MIA Museo Ippodromo Agnano per tutto il periodo estivo, a partire dal 59° Gran Premio Lotteria.
Felix Policastro nasce il 14 settembre 1961 sulla riva sud dell’Orinoco a Ciudad Bolivar in Venezuela, dove ha vissuto fino all’età di 11 anni. Vive e lavora nella Piana del Vesuvio. La sua ricerca artistica è votata alla definizione del “progetto divino” e cioè il tentativo di instaurare un rapporto intellettuale tra l’uomo e la natura. Si interessa ai sistemi di comunicazione visiva coltivando esperienze in diverse discipline, sperimentando tecniche innovative su materiali e supporti naturali. Progetta e realizza ambientazioni d’arte traslando la sua ricerca artistica nella funzionalità, nel tentativo di ottenere una integrazione globale degli ambienti, fornendo una visione potenziale di penetrazione vissuta dell’opera d’arte.
Ha ideato loghi e sigle per aziende e per privati. Ha tenuto mostre in Italia, Scozia, Francia, Principato di Monaco, Belgio, Sudafrica, Iran e a Londra e Miami. Nel 1990 il critico d’arte Enzo Battarra e Rondon Uzcategui, Console Generale della Repubblica Bolivariana del Venezuela a Napoli, lo introducono alla mostra “pluvia” tenutasi nella sede del consolato a Napoli. Nel 92 il direttore della galleria Croix Baragnon di Tolosa in Francia gli dedica una personale dal titolo “Alcabala”, termine che indica i controlli obbligatori per attraversare il Venezuela e giungere in Amazzonia. “…Alcabala è quindi un passaggio obbligato una sosta necessaria per poi ripartire” così Enzo Battarra recensì la mostra su “Juliet” n°64 dell’ottobre 1993, sottolineando una svolta nel lavoro di Felix Policastro. Nel 1996 assieme ad Antonio Sgambati ha ideato la festa del merlo maschio che si tiene ogni primavera. Nel 1998 il critico Simona Barucco sceglie un suo video per la quinta edizione del Festival Europeo della Comunicazione Audiovisiva Breve, tenutasi a Palazzo Reale di Napoli. Enrico Sconci, Direttore del MUSPAC Museo Sperimentale d’Arte Contemporanea, lo invita per la prima Annuale d’Arte Contemporanea che si tenne nel Castello Cinquecentesco de L’Aquila nell’anno 2000. Lo stesso anno presenta “RESET” a Palazzo Reale di Napoli per la mostra “Cartolina per Napoli” curata da Arcangelo Izzo. Alea s.p.a. nota azienda produttrice di camice festeggia i cinquanta anni di attività con una mostra dal titolo “Camicia d’autore” presentandola a Firenze, Fortezza da Basso, a Milano Palazzo Crivelli, nella Galleria Aurora del Palazzo Corsini. Nel 2006 il Giardino Romantico del Palazzo Reale di Napoli diventa lo scenario naturale per la mostra personale intitolata “torno subito”. Sue opere sono installate: Al MIA Museo Parco Ippodromo di Agnano, Museo Astronomico di Capodimonte, Giardini di Bomerano ad Agerola, Quadreria del Consolato del Venezuela a Napoli, Quadreria del Palazzo di Governo a Caserta, Museo Sperimentale d’Arte Contemporanea de L’Aquila, MMMAC Museo Materiali Minimi di Paestum, Museo della Camicia a Svignano sul Rubicone, Biblioteca Comunale di Napoli, Ostra, Lusciano, al Museo Plart di Napoli. Della sua attività hanno inoltre scritto: Enzo Battarra, Simona Barucco, Guido Oldani, Felice Carmine Simonetti, Antonella Laudisi, Patrizia di Maggio, Agostino Bossi, Donatella Gallone, Daniela Ricci, Renata Caragliano.
 
 
 
“CAVALLO SENZA CODA”
Opera del maestro Felix Policastro.
Museo Ippodromo Agnano (2008).