2002
Carla
Viparelli


 

2008
Felix
Policastro

policastro
 

2007
Lello
Esposito

tatafiore
 

2006
Ernesto
Tatafiore

tatafiore
 

2006
Riccardo
Dalisi


tatafiore
 

2006
Raffaele
Nastro


 

2005
Gaetano
Di Riso

 

2004
Dino
Izzo


 

2003
Mathelda Balatresi

 
 
 

Carla Viparelli nasce filosofa, pittrice e scultrice. Dal 1986 espone in Italia e all’estero.
I suoi dipinti sono prevalentemente ad olio su tavola. L’artista costruisce il supporto assemblando legni di recupero, soprattutto marini, con legni nuovi. Spesso vengono inseriti nel supporto materiali vari come cristalli, plexiglass, pietre, conchiglie e metalli.
Le sculture sono prevalentemente in legno e ferro.
Organizza laboratori e corsi presso l’Università Popolare e scuole medie statali. Carla Viparelli ha ideato e diretto il laboratorio e la mostra ‘Le Ali’, con
i pazienti del Centro di Igiene Mentale dell’Ospedale di Caserta.
Collabora con la casa editrice Venexia. Sue opere fanno parte della collezione di Palazzo Reale di Napoli e del Museo della Natività di Rivisondoli in Abruzzo. Ha esposto in gallerie ed istituti privati (Grenoble ed American Studies Center) e presso siti istituzionali quali il Maschio Angioino (Sala Carlo V e Sala Loggia), Castel dell’Ovo e Palazzo Reale.

 
 
 

"ARTE ALL’IPPICA"
Sculture e dipinti di Carla Viparelli
Museo Ippodromo Agnano (2002)


Tra le opere pittoriche e scultoree che hanno costituito la mostra ‘Arte all’ippica’ allestita all’Ippodromo di Agnano da giugno a settembre 2002, figura la scultura ‘Cavallo Pazzo’ (nella foto) in esposizione permanente nei giardini dell’impianto sportivo. La scultura è ispirata alla figura di Cavallo Pazzo, capo indiano della tribù degli Oglala. Il ferro di cavallo rappresenta l’arco con le frecce utilizzato dal personaggio indiano durante le battaglie (la storia ricorda Cavallo Pazzo come invulnerabile alle pallottole; morì poi accoltellato, tradito da altri capi indiani). In esposizione permanente, nei saloni della Tribuna Riservata dell’Ippodromo, figurano anche due olii su tavola, gentilmente concessi da Carla Viparelli al termine della mostra. Si tratta dei dipinti “Il cavallo è della terra” e “Le ali dell’aria” dove sono rappresentati paesaggi e orizzonti senza fine in cui si immagina un cavallo libero.