"AGNANENSE SIMULACRUM - PRO AURIGARUM SALUTE"
L'ALBERO DELLA SOLIDARIETÀ
Opera lignea di Raffaele Nastro
Museo Ippodromo Agnano (2006)
Scultura lignea realizzata da Raffaele Nastro
...una quercia secolare destinata a morire,
rivive oggi ad Agnano sotto forma di opera d'arte
e diventa simbolo dell'impegno di solidarietà di Ippodromi & Città
Consumata giorno dopo giorno da un fungo penetrato nelle sue profondità, si sarebbe presto abbattuta al suolo. Era una quercia secolare di imponente bellezza e viveva nei giardini dell'Ippodromo di Agnano. Dopo la sua demolizione avvenuta lo scorso anno, sarebbe stata utilizzata come legna da ardere.
Grazie all'intervento di Ippodromi & Città, una parte di quella quercia rivive oggi ad Agnano sotto un'altra forma, come opera d'arte . Con la consulenza del gallerista Carmine de Novellis, il progetto di trasformazione del tronco è stato affidato alle mani esperte dell'artista napoletano Raffaele Nastro, scultore, pittore, designer e musicista (presente da oltre quarant'anni sulla scena artistica e culturale internazionale: www.nastro.com ), che, in nove lunghi e faticosi mesi di lavorazione, ne ha creato una bellissima scultura lignea del peso di circa quattro tonnellate ed alta poco più di tre metri.
Agnanense Simulacrum - Pro Aurigarum Salute ( Simbolo di Agnano - A protezione della salute dei cavalli, dei guidatori e dei fantini) è il nome che l'artista Nastro, avvalendosi della consulenza linguistica del prof. Raffaele De Simone, ha attribuito alla scultura.
Collocata stabilmente nel parco verde dell'Ippodromo, l'opera raffigura il volto di un fauno , antica divinità, protettore dei boschi e del bestiame nella mitologia greco-romana, sapientemente intagliato nel tronco. Sul suo capo, come a volergli incorniciare il viso, una sorta di corona reale, che l'artista Nastro ha creato unendo l'elemento mitologico alla fantasia e all'arte pura per realizzare un copricapo in rame prezioso (la quercia è il re degli alberi), sul quale due pennuti riposano, a ricordo degli uccelli che riposavano sui rami dell'albero.
L'opera è stata posizionata di fronte alla quercia madre che ancora affonda le sue radici nella terra. Entrambe sono state unite tra loro da un grande raccordo scultoreo realizzato in rame: un arco trionfale, grazie al quale la quercia che rivive oggi nell'opera d'arte, continua simbolicamente a nutrirsi di linfa vitale .
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