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A GIANLUCA, IL NOSTRO PICCOLO GRANDE UOMO.
Di Giovanna La Vecchia (del  23/10/2006  @ 12:46:57, in per i bambini, linkato 578 volte)
Avrei voluto dirti tante cose, avrei voluto dedicarti più tempo, avrei voluto darti più affetto e più sorrisi, più carezze, avrei voluto prolungare quei brevi attimi durante i quali cercavo di prendere quanto più possibile dalle tue espressioni e dai tuoi racconti.
Ma a volte era così difficile guardare i tuoi occhi senza provare un dolore talmente profondo da risultare insopportabile. Sorridevi sempre, sempre, sempre, ed io mi domando com’era possibile, come e perché accadeva questo miracolo incredibile. Caro Gianluca chissà quanti di noi ti ricorderanno per quella straordinaria forza che trasmettevi, per quel coraggio, per quella gioia di vivere nonostante tutto.
Mi hai insegnato che cosa significa la dignità del dolore, il sapere affrontare con energia, mai con rassegnazione, tutto il male possibile che questa vita, a volte senza una comprensibile motivazione ed improvvisamente, un giorno qualsiasi, un giorno come tanti, sa riservarci. Mi sono sentita piccola davanti a te, terribilmente piccola, quando ti incontravo insieme ai tuoi genitori in uno dei tanti momenti in cui nervosa e preoccupata, per motivi banali e di poco conto, ero di cattivo umore. Tu mi guardavi e mi raccontavi di Topolino, di Jacopo, dei pony, mai un accenno di sconforto, di stanchezza, mai un riferimento al tuo fisico debilitato, al tuo quotidiano fatto di ricoveri in ospedale, interventi, visite, medici, non hai mai parlato d’altro che delle cose semplici che la vita ti regalava e che tu vivevi come momenti meravigliosi, doni preziosi, veri e propri miracoli quotidiani.
Mi hai insegnato che basta poco, ma veramente molto poco per sentirsi sani e felici, mi hai insegnato che ciò che conta è l’amore e l’armonia della famiglia, ciò che riempie di significato una intera esistenza, lunga o corta che sia non importa, l’intensità e l’unione, la comprensione e la tolleranza, il rispetto e il sorriso, sempre, perché il resto si affronta, bello o brutto che sia, facile o difficile, allegro o triste, perché la vita è bella anche quando è brutta.
Oggi Gianluca non c’è più, ma rimane di lui ogni cosa bella che ha saputo trasmettere a tutti coloro che sono entrati in contatto con lui, la delicatezza, il garbo, la sensibilità, la dignità con cui ha vissuto il suo dolore, la forza, il coraggio, la speranza e la sua meravigliosa gioia di vivere. Amava la vita e la rispettava, ne apprezzava ogni giorno poiché era consapevole del fatto che avrebbe potuto non esserci “domani”. Era un bambino sereno, Gianluca, era un piccolo grande uomo con una straordinaria capacità di amare, ci ha amati tanto con profondità ed intensità, non voleva lasciarci per paura che “potessimo soffrire troppo”. Questo è Gianluca, questo è il nostro piccolo grande campione, non ce l’ha fatta a diventare un driver, ma ha insegnato a tutti noi cosa significhi affrontare la vita, qualunque cosa accada, qualunque cosa capiti, senza offenderla o insultarla perché non ci ha dato ciò che ci aspettavamo o peggio ancora ciò che avremmo preteso. Non ho mai letto nei suoi occhi un accenno al cedimento, non ha mollato mai fino alla fine, non si è arreso, perché lui aveva un sogno, perché lui voleva diventare il più grande driver di tutti i tempi. Grazie Gianluca, grazie per ogni sorriso che ci hai regalato e per ogni sorriso che hai fatto nascere sui nostri volti.