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03/09/2009 - Storia
1959
di Tamara Papiccio
fonte :tordivalle.ippocity.com

Si concludono i lavori di costruzione dell’Ippodromo Tor di Valle, iniziati nel giugno del 1958 e portati avanti a ritmo sostenuto da sette imprese e da 250 operai che danno a Roma un nuovo ippodromo che sostituisce lo storico impianto di Villa Glori, chiuso per fare posto al Villaggio Olimpico di Roma 1960. La progettazione dell’opera viene curata da quattro celebri professionisti: Aicardo Birago, Julio Garcia Lafuente, Gaetano Rebecchini e Calogero Benedetti, autori di altre innovative e spettacolari opere architettoniche nell’Italia degli anni ’70 (quali l’edificio della Esso alla Magliana, la Casa di Cura Pio XI,  il Santuario di Collevalenza in Umbria). Il complesso delle tribune di Tor di Valle, per la mole e l’arditezza delle strutture, presenta infatti un problema statico decisamente inconsueto. Circa 13 chilometri di pali vengono affondati nel terreno per sostenere gli enormi carichi delle opere di cemento armato. Immense centine metalliche vengono innalzate per consentire il getto delle più grandi volte autoportanti mai realizzate in Europa: 800 mq. su ogni pilastro. 9500 quintali di acciaio, 40.000 quintali di cemento, oltre 1.200.000 ore lavorative sono il bilancio di questa nuova grande opera, che ha dato vita ad un ippodromo imponente, addirittura faraonico rispetto al vecchio Villa Glori. Il 26 dicembre 1959 Roma celebra l’inaugurazione del suo nuovo trotter con una gara internazionale: il Gran Premio Apertura, vinto dal mitico Tornese sull’altro grande campione dell’epoca Crevalcore, mentre su Tor di Valle scendeva il diluvio.